CRONACA, pagina 9
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SPETTACOLI. Mobilitazione per «Schermi d’Amore» di un gruppo di appassionati che ha inviato le firme al sindaco e sta facendo proseliti. Anche su Facebook
Petizione per i film d’amore
«Festival affossato: meno giorni, poche proiezioni e al K2, non al Filarmonico. Il Comune ci ripensi»
La rosa rossa di Schermi d’Amore sta appassendo ancor prima di essere sbocciata. Nel progetto di massima approvato in giunta, il Festival del cinema mélo, quest’anno, sarà di 6 giorni anziché 10; le proiezioni in programma 30 invece che le 60 dello scorso anno, o delle 80 del 2006, e tutte al periferico cinema K2 invece che al centrale Filarmonico.
Un ridimensionamento a cui gli Amici di Schermi d’Amore, l’associazione culturale che sostiene le iniziative del Festival, non vogliono rassegnarsi. E che per contrastare hanno già attivato varie iniziative. La prima, in ordine di tempo è un petizione, accompagnata da un centinaio di firme, approdata lo scorso 29 dicembre sulle scrivanie dell’assessore alla cultura Erminia Perbellini e del sindaco Flavio Tosi.
Cento nomi a cui presto, probabilmente già domani, se ne aggiungerà un altro centinaio. Da qualche giorno, inoltre, tutti gli Amici e i simpatizzanti di Schermi d’Amore possono inoltrare la propria petizione on-line agli indirizzi elettronici del sindaco, come indicato sul sito internet www.amicidelfestival.com. E a breve anche su Facebook verrà pubblicata una pagina che si chiamerà «Io sostengo Schermi d’Amore». «Pensiamo che se l’amministrazione per prima non crede fino in fondo nella crescita della manifestazione, sarà molto difficile portare avanti con convinzione questo ambizioso progetto. Ci stupisce sentir parlare di una versione ridotta del Festival, visto che il percorso di tutti i grandi festival è stato quello inverso, all’insegna di un progressivo miglioramento della qualità e della varietà dell’offerta cinematografica. Schermi d’Amore è arrivato nel 2008 alla sua 12ma edizione, con risultati sempre più soddisfacenti dal punto di vista della programmazione, degli ospiti e della giuria e del successo di pubblico. Riteniamo che privare il Festival dell’assetto raggiunto nelle passate edizioni significhi snaturarlo, mantenere un contenitore privo di buona parte del suo prezioso contenuto», spiegano gli Amici, rivolgendosi a sindaco e assessore.
Inoltre, tra le richieste che il gruppo indirizza a Tosi e alla Perbellini, quella di fare «tutto quanto in loro potere per garantire l’utilizzo del cinema Filarmonico». «Ci preoccupa il fatto che il drastico ridimensionamento delle risorse messe a disposizione del Verona Film Festival possa comportare l’abbandono del Filarmonico. Oltre a essere una magnifica sala cinematografica in pieno centro, da tempo inspiegabilmente chiusa al pubblico, è ormai per la cittadinanza veronese la sala di Schermi d’Amore, alla quale il Festival deve molto del suo fascino e che, grazie al Festival, rispolvera per alcuni giorni all’anno il suo splendore», aggiunge il gruppo che fa sapere di non aver ancora ricevuto dall’amministrazione alcun cenno di risposta.I.N.



