13a edizione 2009

Schermi d’Amore: 24-29 Aprile 2009

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I vincitori

Rosa d’Oro
Premio della Giuria Popolare a
A Year Ago in Winter (2008) di Caroline Link

Premio della Giuria Giovani a
Heaven On Heart (2008) di Deepa Mehta

Premio Stefano Reggiani a
L’empreinte de l’ange (2008) di Safy Nebbou

Premio alla Carriera a Isabel Coixet
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Foto della serata

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TITOLI DI CODA

Ultima inquadratura. Nero. Titoli di coda: anche l’ultimo film è finito. C’è chi si alza e se ne va, chi commenta subito con il vicino, c’è chi è ancora commosso e si nasconde dietro un fazzoletto e c’è chi si ferma e basta, mentre sullo schermo scorrono gli ultimi metri di pellicola. Oggi finisce Schermi d’Amore e già un po’ ci manca.

Al tredicesimo anno di vita la rosa del cinema melò sembrava dovesse perdere più di un petalo. Festival più corto ed in esilio da quel prestigioso salotto che è il Filarmonico. Meno sponsor, meno glamour, meno convegni e meno premi. E ancora via i tappeti rossi, via i lustrini, bando alle dive e alle serate di gala. La rosa di Schermi però non è appassita, anzi, si è colorata di un rosso vivo. E a guardarla bene, i petali sono quasi gli stessi, a mancare forse è solo qualche spina. Merito di qualche giardiniere previdente che l’ha curata a dovere, merito del terreno fatto di tanto buon cinema, merito senz’altro del pubblico numeroso, inaspettato, che quel terreno l’ha innaffiato ogni giorno. Alcune pellicole erano dei piccoli capolavori, ma un vero spettacolo era anche scoprire come una misconosciuta commedia islandese potesse provocare vere resse al botteghino di sabato pomeriggio. E c’è chi, nonostante una lunga attesa in coda per vedere l’ultima fatica di Isabel Coixet, non è riuscito nemmeno ad entrare: una fedeltà che non si guadagnano nemmeno Harry Potter e la sua bacchetta magica. Schermi d’Amore numero 13 è ripartito dai film e dalla passione del pubblico. Senza nessun altro richiamo che non fossero le pellicole, più di qualcuno ha riscoperto la voglia di cinema: anche per quattro, sei, otto ore consecutive. Il k2, meno chic del cugino di via Roma, è diventato così la casa di cinefili e di semplici appassionati, di innamorati e di scolaresche, di signore in pensione e di giovani che quest’anno, ed è una delle novità, spuntavano come funghi tra le sedie un po’ scomode della galleria. Nell’album fotografico di questo festival resteranno loro, assieme alla passione e alla dedizione degli organizzatori, alle corse dei volontari, alla pazienza del personale del K2. Ma rimarrà soprattutto il ricordo di tanto buon cinema che ha sorpreso, commosso e divertito. Schermi d’Amore 2009 chiude così fra gli applausi, ma un piccolo pensiero va già al futuro. Se tra le palme che ondeggiavano davanti al K2 sembrava quasi di essere sulla croisette di Cannes, non va però dimenticato che il respiro internazionale di questo festival ha bisogno del continuo sostegno di pubblico e istituzioni. Schermi d’Amore è un patrimonio della città che ha dimostrato di poter fare a meno di star e passerelle, ma non di programmazione, fiducia e passione. Al resto poi ci penserà la magia di una cinepresa e di uno schermo. Per concludere in modo rigorosamente melò – siamo o non siamo nella città e nel festival dei sentimenti? – ecco una frase di Tandoori Love, l’ultimo film del concorso 2009. Una dedica all’amore, al cinema, a questa rassegna. Anche il frutto più dolce, il peperoncino più piccante non hanno sapore senza di te. .

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Schermo d’Amore

Schermo d’Amore, il foglio di informazione cinematografica, vi racconta giorno per giorno cosa succede al Festival. Sfogliate gli ultimi numeri

Mercoledì 29

Martedì 28

Lunedì 27

Speciale Rosa d’Oro – Schermi d’Amore 2009 .

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